48 ore e mezzo a Vienna

Non sono mai stata a Vienna e l’aver vinto il concorso #AmiamoVienna ha realizzato un mio piccolo, grande sogno.

Il tour è stato strutturato in maniera molto divertente e accattivante, sotto forma di caccia al tesoro social per le vie di questa magnifica città.

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La nostra Urban Adventure a Vienna
Una ventina di blogger e instagramers divisi in tre gruppi, ognuno dei quali capitanato rispettivamente da tre persone che ammiro tantissimo: Diana De Lorenzi, David Pinto e Marko Morciano.

Io ero nel team di Diana in compagnia di Marianna Zuliani, bellissima food blogger, Valentina Grimaldi, simpatica agente di Vivere Viaggiare e il grandissimo Flaviano Serva, il nostro mentore, il nostro punto di riferimento, il compagno ideale.

 

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Durante il nostro pranzo al Das Campus all’interno del WU Campus
I giorni a disposizione, sfortunatamente, sono stati pochi ma, nonostante questo piccolo particolare, siamo ugualmente riusciti a vedere tantissime cose grazie alla massima organizzazione, alla complicità della nostra guida viennese e all’estrema efficienza dei mezzi pubblici austriaci.

Non so cosa mi passasse per la mente, ma nella mia testa Vienna me la figuravo piccolina, non piccolissima ma sicuramente meno di come invece si è rivelata.

La città è divisa in ventitré distretti, ognuno dei quali ha un nome; una particolarità che ho notato, infatti, è stata il numerino del distretto scritto accanto a ogni via, solo uno degli elementi che rendono questa città ultra ordinata e organizzata.

Le mie considerazioni su Vienna sono state tutte positive anzi, fin troppo positive.

Ho provato a calarmi il più possibile nella parte del cittadino viennese, di colui il quale la città se la vive ogni giorno. Certo, non è facilissimo attuare un processo del genere in soli due giorni e mezzo ma l’impressione che ho avuto è che a Vienna si vive bene, si vive meglio e anche parecchio.

Oltre all’efficienza e puntualità dei mezzi di trasporto, non ho trovato una carta per terra o un mozzicone di sigaretta per le strade; non ho percepito il caos della grande città nonostante le vie pullulassero di turisti e cittadini.

Tutto è estremamente curato, ordinato, amato.

Si ha come l’impressione di trovarsi in una città finta, affermazione alla quale non attribuisco alcuna accezione negativa.

Il mio discorso è molto particolare ed è dettato principalmente da problemi personali che riscontro ogniqualvolta mi trovo in grandi città.

A Vienna le mie paure si sono annullate, ho affrontato a testa alta la folla, l’ansia da metropolitana è svanita, non avevo timore di perdermi! La sicurezza che conferisce una città del genere è davvero grandissima.

Per non parlare poi dell’emozione e della meraviglia ad ogni angolo perché Vienna trasuda storia, ha tanto da raccontare, tanto da mostrare.

Passando al mio viaggio, ecco cosa posso raccontarvi…

Dove ho dormito?

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Boutique Harmonie Hotel hall
Le mie notti a Vienna sono state rilassanti e rigeneranti al Boutique Harmonie Hotel in Harmoniegasse 5-7, un punto centralissimo e perfettamente collegato grazie alle fermate del tram molto vicine.

Non poteva capitare sistemazione migliore per il nostro team quasi tutto al femminile perché sembrava di trovarsi in una perfetta casa delle bambole. Atmosfera fiabesca, letti sofficissimi e colazioni all’aperto hanno reso il nostro soggiorno da vere principesse.

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Colazione al Boutique Harmonie

Cosa ho visto?

Di cose viste e di cose fatte ce ne sono state innumerevoli ma, con l’aiuto delle foto che ho scattato, cercherò di mostrarvi con parole e immagini i punti che più mi hanno colpita e affascinata.

Il nostro tour è iniziato dalla Ringstrasse, la grande strada circolare il cui percorso, in epoca medievale, delineava le antiche mura del centro storico di Vienna.

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Uno sguardo sul centro di Vienna
Camminando per le vie centrali, siamo arrivati comodamente all’Hofburg, il palazzo imperiale invernale. L’enorme complesso, infatti, è costituito da una serie di innumerevoli appartamenti, edifici e luoghi di culto staccati tra di loro.

Chiesa storica dell’Hofburg è la chiesa degli Agostiniani, Augustinekkirche, dove l’imperatore Francesco Giuseppe sposò la principessa Sissi.

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Navata centrale dell’Augustinekkirche
All’interno è conservata un’opera scultorea di Antonio Canova, un memoriale dedicato a Maria Cristina d’Asburgo Lorena.

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Antonio Canova, memoriale dedicato a Maria Cristina d’Asburgo Lorena
Sulla via principale commerciale, tra un Gucci e un Louis Vuitton, campeggia fiera la colonna della peste, Pestsäule.

Perché colonna della peste? Perché nel 600 Vienna fu colpita dalla tremenda epidemia e l’imperatore Leopoldo I d’Asburgo commissionò l’opera come voto se la peste fosse finita. La scultura è stata soggetta a numerosi cambiamenti fino alla sua ultima fase che rappresenta la massima espressione del Rococò.

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Colonna Della Peste
Un’esplosione di colori tra i freddi edifici viennesi è la Hundertwasserhaus, chiamata anche la “casa pazza”.

A est del centro della città, rappresenta un complesso di case popolari costruite nel vicino 1986 dall’architetto Hundertwasser.

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Hundertwasserhaus
Quella della casa pazza è una rappresentazione inusuale e molto particolare per Vienna. L’architetto, progettandola, ha posto come fine primario quello di infondere allegria e felicità alle persone meno abbienti che avrebbero abitato i cinquanta appartamenti all’interno dell’edificio.

Importante anche la presenza di giardini pensili sulle terrazze.

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Dettaglio della Hundertwasserhaus
Per gli amanti dell’arte, imperdibile è il Castello di Belvedere (Schloss Belvedere), residenza principesca barocca posizionata in una grandissima distesa di verde e giardini alla francese.

Conserva la österreichsce galerie belvedere, un museo d’arte importantissimo all’interno del quale son esposte opere di artisti celeberrimi come Vincent Van Gogh e Gustav Klimt, giusto per citarne due. 

Luogo di svago e relax, il Prater, uno dei parchi pubblici più grandi d’Europa, con all’interno il Wurstelprater, importante parco divertimenti cittadino.

L’abbiamo vissuto in modo divertente e spensierato affittando una bici risciò a quattro posti, cosa che consiglio vivamente di fare.

Per immergersi completamente nel verde, invece, il Burggarten Volksgarten sono i favoriti.

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Burggarten
Due splendidi e fiabeschi giardini inglesi ricchi di verde e tantissime varietà di fiori, infatti, all’interno del Volksgarten è possibile godere della vista di splendidi roseti che colorano l’immensa quantità di verde.

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Rose nel Volksgarten
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Roseto del Volksgarten
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Volksgarten
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Volksgarten
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Volksgarten
Per non farci mancare niente, dopo una gita in barca sul Danubio e uno sguardo alla streetart nei pressi del Museumquartier, abbiamo avuto modo di ammirare il perfetto e surreale WU Campus.

Architetture complesse e contemporanee, colori shock e tantissimi fiori, rendono il campus un luogo di studio piacevole e soprattutto funzionale.

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Sguardo sul Danubio

 

Cosa ho mangiato?

Sfortunatamente la mia rigidissima dieta non mi ha permesso di godere al cento per cento di tutte le grasse delizie viennesi come il WÜRSTEL o la super appetitosa Wiener Schnitzel, cotoletta di vitello impanata e fritta nello strutto (che leggerezza). 

Però, e c’è un però, ho assaporato volentieri una Griessnockerlsuppe che consiste in gnocchi di semolino in brodo e un ottimo Tafelspitz, un piatto abbastanza leggero a base di carne bollita e verdure.

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Tafelspitz e tortino di patate
Per quanto riguarda i dolci, la sacher è stata accuratamente mangiata ma non fotografata perché la gola è stata più veloce della mano. Il luogo ideale per mangiarla è il Cafè Sacher.

Lo Strudel non lo amo, ragion per cui non l’ho mangiato (devo anche essere sincera), ma un dolce che mi ha fatto girare la testa è stato il Kaiserschmarn, letteralmente “frittata dell’imperatore”.

Assaporato al Das Campus all’interno del WU Campus, è un dolce preparato con un impasto abbastanza analogo a quello delle crepes con l’aggiunta di uvetta.

Viene servito con zucchero a velo e conserve alla frutta, vi farà venire voglia di mangiarlo a ogni ora del giorno e della notte.

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Kaiserschmarn
La domanda ora è: vi ho fatto venire voglia di organizzare un viaggetto a Vienna?

Per vedere le foto dei miei compagni di viaggio, seguite il tag #amiamovienna su instagram e facebook!

Aufwiedersehen,

Alessiarux

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